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Voglia di Rivoluzione

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Salve a tutti, Sta mattina sul treno per andare a lavoro stavo leggendo un libro che contiene una raccolta di discorsi di Ernesto “Che” Guevara tenuti in vari ambiti della sua amministrazione di Cuba da ministro dell’Industria.

Più leggevo e più mi veniva voglia di aprire un canale preferenziale tra me e tutti quelli che riescono a pensare a un mondo diverso da quello che oggi conosciamo. Io sono un consulente e in quanto tale non ho diritti lavorativi, ma in teoria neanche obblighi solo che questo non viene mai rispettato. Quindi direi che, prima di armarmi di fucile e partire per rovesciare il governo come consigliava il Che ai tempi in cui l’unica soluzione era la lotta armata, mi converrebbe trovare un modo per armare le menti e cercare di fare gruppo di accaparrarsi quel poco di dignità e diritti che ci spettano in quanto lavoratori. Mentirei se dicessi che lo faccio per gli altri e non per me stesso ma mentirei anche se dicessi che lo faccio solo per me stesso in quanto questo mondo capitalistico è proprio il massimo per l’accumulo di ricchezza individuale, quindi se pensassi solo a me stesso mi converrebbe rimanere cosi come sono. Lo faccio più che altro per poter dare alla mia futura famiglia una stabilità che ora non posseggo e una possibilità di un futuro stabile economicamente a me e ai miei figli, amici, parenti. Manca di stabilità infatti questo mondo in cui conta il singolo, conta il capitale e non conta il lasciare qualcosa a qualcuno, perché dopo che si è passata una vita ad accumulare non sarebbe giustizia lasciarlo agli altri senza godersene un po’, poi anche perché una vita di accumulo necessita di un’altra vita di sperpero di ciò che si è accumulato. E questo vedete non è semplice da costruire specialmente se si ha una sola vita di mediamente 70 anni di cui poter usufruire. La sintesi è che il capitalismo, di cui la nostra società è completamente intrisa, è l’unica cosa che ci blocca alla nostra odierna precarietà e l’unica cosa che fa arricchire i potenti a discapito nostro, del nostro lavoro e della nostra sanità mentale visti gli andazzi di ciò che quotidianamente accade in ufficio.

La mia idea è dunque, e rimane, di costituire un consorzio, una glida o un’associazione che possa tutelare i nostri scopi e i nostri diritti congiuntamente alla necessità di una stabilità contrattuale ed economica.

Poi vabbè il mio cuore rivoluzionario mi porterebbe pure a rovesciare l’italia in una rivoluzione che ci starebbe bene in questo periodo di prese per il culo continue da parte di tutta la classe dirigente, però quella è già una cosa più complicata.

Ok, io direi che di cose ne ho già dette tante, quindi posso smetterla qui.

kLeZ.

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