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Il software che non puoi smontare
Nel 2010 scrivevo su questo blog che volevo costruirmi una distro Linux da zero con LFS. Avevo vent’anni e pensavo che capire come funziona un sistema fosse un mio diritto. Bastava volerlo. Mi scarico i sorgenti, compilo tutto a mano, alla fine ho qualcosa di mio che capisco pezzo per pezzo. “Un’avventura ricca di difficoltà ma anche di insegnamenti utili e esperienza”, scrivevo.
L’entusiasmo di chi non sa ancora quanto è profonda la tana del coniglio. Ma l’entusiasmo è fondamentale per avere la voglia di capire, di conoscere, di scoprire. È la base della cultura hacker, è la base delle persone curiose che compongono il substrato su cui il free software è cresciuto e fiorito bello come è sempre stato, è l’humus in cui sono cresciuto io.
Oltre all’entusiasmo però servono possibilità. LFS e Linux hanno spopolato tra hacker, attivisti e curiosi proprio perché sono sempre stati sistemi aperti, documentati, comprensibili se hai voglia di spenderti (l’entusiasmo, appunto).
Non poteva essere lo stesso nel mondo Microsoft, perché Windows non puoi analizzarlo, non puoi smontarlo, non puoi studiarlo per capire qualcosa. Puoi hackerarlo, certo, ma non capisci mai intimamente la sua struttura a meno di non studiare come un matto, entrare in Microsoft nel team Windows e poter finalmente aprire i sorgenti. Senza vomitare.
Sedici anni dopo, LFS ha annunciato che non manterrà più la versione System V.
E permettetemi di dire che questo mi fa incazzare, non tanto per l’annuncio di cui condivido pensieri e parole con Dubbs, ma per il contesto più ampio in cui questo evento cade (nulla avviene nel vuoto).
LFS ovvero come crearsi la propria distro GNU/Linux da zero
Salve a tutti, Oggi m’è venuto in mente un progetto che non molto tempo fa stavo abbandonando, il mio personale LFS. L’avevo iniziato col mio amico di vecchia data ma poi per impegni universitari non ha più avuto tempo di proseguire la cosa, quindi per ora vado da solo ma sono sicuro che appena avrà un momento libero mi aiuterà.