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Social media considered harmful. Forse... (1/5): Loro sapevano
Il 1° ottobre il Pew Research Center ha pubblicato un sondaggio, fatto in 37 paesi e territori, su più di 45.000 persone. Il titolo dice che nel mondo cresce il numero di persone convinte che i social stiano facendo male alla democrazia.
Io ne sono convinto da una vita, e non solo per la democrazia. Penso che i social, per come sono costruiti oggi, siano un prodotto che crea dipendenza, venduto da aziende che lo sanno bene e che hanno fatto quello che hanno imparato da quelli venuti prima di loro, cioè i produttori di sigarette e i petrolieri: negare e prendere tempo, e intanto incassare tanti soldi a spese della gente comune. Lo dico subito così è chiaro da che parte sto. Questa è la prima di cinque puntate, una a settimana, in cui provo a dimostrarlo con i fatti, come mi piace fare solitamente. Il forse del titolo arriva alla fine, rimani con me fin lì.
Techbros e il drago di silicio
Sono un tecnico appassionato, uno a cui piace tenersi informato e leggere. Forse soffro di bulimia informativa, ma ammetto che non dimentico le informazioni che acquisisco quando mi interessano, quando accendono quel LED interiore, la spia che dice “oh, oh, there’s something tasty!” (Oh, oh, c’è qualcosa di succoso! Ma la mia vocina interiore, come Hacker News, Lobsters e altri canali che seguo, è bri’ish). In ogni caso, leggere così tanto, informarmi così tanto, stare al passo con gli argomenti che mi interessano non mi dispiace affatto, bulimia o meno che sia.
La notizia mi è arrivata da lobste.rs (e poi dritta su Hacker News, una cosa abbastanza tipica, le due community sono parzialmente sovrapponibili) e devo dire che si spacciava parecchio per Terminator 2. Non sto scherzando: un ricercatore si dimette da Anthropic dicendo che chi costruisce l’intelligenza artificiale crede davvero che possa ammazzarci tutti (lui compreso) e che nessuno dei due laboratori in testa, il suo compreso, si sta comportando in modo responsabile. Come è ovvio, vista la qualità della stampa mondiale quando si tratta di tecnologia, ancora stregoneria per i più, e in particolare per la stampa italiana che oltre a vederla come stregoneria ha bisogno di articoli sensazionalistici per campare, il 10 settembre da noi è uscito tutto insieme: Tgcom24 con i sistemi che potrebbero distruggere l’umanità, QuiBrescia con l’IA che potrebbe sterminarla, e Red Hot Cyber che vince a mani basse aprendo il pezzo con l’epigrafe di Terminator 2, Skynet che diventa autocosciente alle 2:14 del 29 agosto (da nerd avrei preferito alle 3:14, ma non si può chiedere questo ai normies), salvo poi rassicurare (altrimenti sarebbe procurato allarme, e i soldi per le cause non ce li hanno): l’azienda sta facendo del suo meglio. Peccato. Pensa non dover più pagare il mutuo. Io poi ho sempre detto “grazie” e “per favore” alle macchine, quindi magari mi risparmiano. Chissà.
Il foro che non esiste
Se un’associazione italiana volesse contestare sul serio la designazione OFAC che si è vista appioppare, a chi si rivolge? La risposta breve è: a nessuno. Non perché sia difficile, ma perché il foro dove andare non esiste.
Le ultime elezioni fanno schifo...
Voglia di Rivoluzione
Salve a tutti, Sta mattina sul treno per andare a lavoro stavo leggendo un libro che contiene una raccolta di discorsi di Ernesto “Che” Guevara tenuti in vari ambiti della sua amministrazione di Cuba da ministro dell’Industria.